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L’usura nell’economia e nell’ordinamento giuridico, articolo di Ranieri Razzante per GNOSIS - Rivista Italiana di Intelligence

Questo articolo è stato pubblicato sul numero 3/2009 di GNOSIS la rivista dell’Agenzia informazioni e sicurezza interna (AISI). Il testo integrale è disponibile qui in formato pdf (202 K, 11 pp.); di seguito riproduciamo la premessa.

Reato a tradizione consolidata, che si consuma dal Medioevo (o prima ancora) [nota 1] e che non ha mai mostrato segnali di arretramento anche di fronte alle congiunture negative del mercato.
Il brodo di coltura dell’usura è proprio quello della difficoltà finanziaria delle vittime, dello sfruttamento del loro stato di bisogno, della mancanza di accesso al credito, della "frizionalità" dei rapporti con i propri finanziatori tradizionali. Un reato ma, soprattutto, un fenomeno sociale; macroeconomico e microeconomico insieme, che può toccare tutti, in special modo le fasce più deboli della popolazione, oggi tristemente quasi la metà delle piccole e medie imprese, artigianali e commerciali, del nostro Paese.
Nell’indagare sulla situazione attuale, con gli ultimi dati disponibili – per forza di cose condizionati dall’approssimazione che si deve alle stime sui reati di tal fattanon può non unirsi, alla trattazione economica, quella (che chi scrive ritiene preponderante) giuridico-legislativa.
Infatti, mentre la risposta dello Stato sul versante della repressione sembra non segnare il passo, essa deve disarticolarsi di fronte alle difficoltà create da una legislazione costantemente da aggiornare, in relazione proprio alla configurazione peculiare del delitto de quo.

A nostro avviso, quindi, si verifica una pericolosa commistione non solo tra economia criminale e quella legale, laddove quest’ultima contiene in sé cause ed effetti del fenomeno usurario, ma anche tra reati parimenti offensivi che vengono trattati dal legislatore su piani diversi e non sempre convergenti in termini di tecniche di contrasto e prevenzione.
Il caso emblematico, che riprenderemo nel prosieguo, è quello del rapporto tra riciclaggio e usura, divenuto "micidiale" nel tempo, ma laddove l’interpretazione (più che l’apparato normativo) lascia francamente troppi spazi all’improvvisazione.

[Nota 1] Per una ricostruzione efficace della "storia dell’usura" si veda, da ultimo, F. Sforza, La normativa in materia di usura, in "Diritto delle banche e degli intermediari finanziari" (a cura di E. Galanti), Cedam, Padova, 2008, pag. 1241; inoltre, P. Magri, I delitti contro il patrimonio mediante frode, "Trattato di diritto penale" (diretto da G. Marinucci – E. Dolcini), Cedam 2007, vol. VII, pag. 2 e ss..