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Più soggetti obbligati e tempi ridotti nella lotta contro il denaro sporco - Ranieri Razzante su "Il Sole24Ore" del 5 novembre 2009

Il decreto legislativo 25 settembre 2009, n. 151, pubblicato lo scorso 3 novembre in Gazzetta Ufficiale, apporta numerose novità al decreto legislativo 231/2007.

Le novità sull’UIF

Sono stati ampliati e meglio definiti i compiti ed i doveri dell’Unità di Informazione Finanziaria.  Alla relazione presentata al Parlamento, entro il 30 giugno di ogni anno, dal Ministro dell’economia e delle finanze, è allegato il rapporto del Direttore della UIF sull’attività da questa svolta. In sostanza, si mira ad ottimizzare la circolazione delle informazioni in previsione sia di un contrasto alla criminalità sempre più efficace sia di una collaborazione sempre più attiva fra i soggetti coinvolti. L’UIF dovrà poi emanare istruzioni sui dati e le informazioni che devono essere contenuti nelle segnalazioni di operazioni sospette; compito delicato, questo, per gli intermediari e i professionisti, che necessitava di questo ulteriore supporto operativo. In ultimo, è stato modificato il sesto comma dell’articolo 9 del decreto in parola. Per cui ora le Autorità di vigilanza di settore, le amministrazioni interessate e gli ordini professionali dovranno informare la UIF delle ipotesi di violazione di una qualsiasi delle norme del d.lgs. 231.

Le novità previste per le succursali e le filiazioni degli intermediari

La nuova versione del quarto comma dell’articolo 11, d.lgs. 231/07 impone, agli intermediari che abbiano succursali e filiazioni situate in Stati extracomunitari, di applicare misure equivalenti a quelle stabilite dalla direttiva antiriciclaggio in materia di adeguata verifica e conservazione.  Lodevole è lo sforzo del legislatore finalizzato a garantire, anche sulle succursali situate in Stati non allineati alla normativa antiriciclaggio comunitaria, un certo grado di controllo. Problemi, però, possono nascere dalla discrezionalità lasciata agli intermediari sia nell’applicare “misure equivalenti” a quelle previste dalla direttiva sia, soprattutto, nell’applicare misure supplementari qualora la legislazione dello Stato extracomunitario non consenta l’applicazione di misure equivalenti. La legge, infatti, non specifica cosa si debba intendere per misure equivalenti e misure supplementari e, di più, non indica quali autorità (ed in che modo) debbano vigilare sul rispetto delle misure equivalenti/supplementari.

Il titolare effettivo

Cambia sensibilmente la definizione di titolare effettivo, poiché viene specificato come questi sia la persona fisica per conto della quale è realizzata un’operazione o un’attività, ovvero, nel caso di entità giuridica, la persona o le persone fisiche che, in ultima istanza, possiedono o controllano tale entità, ovvero ne risultano beneficiari secondo i criteri di cui all’Allegato tecnico al decreto. Il legislatore, dunque, esplicita la precedente definizione, anche se la vera novità è costituita dall’obbligo di inserirne i dati nell’Archivio Unico Informatico. Gli intermediari, i professionisti e tutti gli obbligati, insomma, dovranno arricchire i propri archivi, informatici o cartacei, con le informazioni raccolte sullo stesso titolare effettivo.

I professionisti

Rilevanti sono le novità per i professionisti. La lettera b) del primo comma dell’articolo 12, come modificata dal correttivo, include ora fra i soggetti obbligati dalla normativa antiriciclaggio anche le associazioni di categoria di imprenditori o commercianti, i CAF e i patronati che svolgano in maniera professionale, anche nei confronti dei propri associati o iscritti, attività in materia di contabilità e tributi. Sembra, per come la norma è formulata, che il requisito della professionalità dipenda dalla “imprescindibile” prestazione a terzi dell’attività e non dipenda dall’assistenza ai propri associati. E se una associazione presta la propria attività in materia di contabilità e tributi solo ai propri associati? Certo una interpretazione restrittiva della norma non è consigliabile ma, comunque, qualche dubbio sorge sul punto.
Il correttivo ha inserito, sempre all’articolo 12, il comma 3-bis, per il quale i componenti degli organi di controllo, comunque denominati, per quanto disciplinato dal presente decreto e fermo restando il rispetto del disposto di cui all’articolo 52, sono esonerati dagli obblighi di adeguata verifica, registrazione e segnalazione di operazioni sospette. Da una ripetuta e coordinata lettura delle due norme (comma 3-bis dell’art. 12 ed art. 52) pare di poter affermare che i componenti degli organi di controllo siano sicuramente esonerati dagli obblighi antiriciclaggio ma conservano comunque la loro funzione di “supervisione” in materia. Se infatti, a seguito di controlli, questi dovessero avere notizia di infrazioni riguardanti gli adempimenti di registrazione o di segnalazione, devono comunque comunicarlo agli organi o alle autorità preposte (secondo quanto stabilito, appunto, dall’articolo 52).
Ulteriore novità per i professionisti è stata prevista dal comma 1-bis aggiunto all’articolo 38 del d.lgs. 231/07. Secondo questo comma i professionisti indicati nell’articolo 12 “registrano tempestivamente e comunque entro trenta giorni dall’accettazione dell’incarico professionale, dall’eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni o dal termine della prestazione professionale, i dati indicati dall’articolo 36, comma 2, ferma l’ordinaria validità dei documenti d’identità”. Il legislatore intende anticipare l’obbligo di registrazione, per dare maggiore utilità all’archivio, anche se lascia al professionista lo spiraglio della libera determinazione, evitandogli censure in sede ispettiva. Se l’incarico, quindi, prevede un’esecuzione continuata il cui termine è incerto e aperto, al professionista è concesso di registrarlo quando la prestazione si riterrà conclusa, non fermandosi all’accettazione. Il nuovo criterio dell’eventuale conoscenza successiva di ulteriori informazioni prefigura un sistema che lascia spazio al professionista di parametrare la registrazione in base all’incarico ricevuto. Sarà quindi opportuno fermarsi all’accettazione quando le informazioni sono tutte in possesso di chi registra, per spostarsi invece in avanti se si prevede di venire a conoscenza di ulteriori dettagli in un momento successivo alla visita del cliente in studio. Attendere la conclusione della prestazione sarà invece consigliabile quando questa ha una durata non definibile a priori.

Le operazioni collegate

Il correttivo dispone la soppressione della definizione, precedentemente vigente, di operazione collegata. Tale eliminazione ha comportato la conseguente modifica della lettera b), comma 1, dell’art. 15 ove ora si parla di “operazioni che appaiono tra di loro collegate per realizzare un’operazione frazionata”. In precedenza le operazioni frazionate venivano aggregate nei sette giorni seguenti e, per non sfuggire al monitoraggio in AUI, si teneva conto solo di quanto accadeva sul rapporto oggetto di movimentazione. D’ora in poi, la sommatoria delle frazionate risulterà comprendere quelle collegate che hanno concorso a realizzarle. La norma avrà implicazioni sulla struttura degli archivi unici, così da modificare i criteri di aggregazione. La differenza sta nel fatto che mentre la somma delle frazionate si fa per rapporto, bisognerà ora preoccuparsi di far rientrare le movimentazioni effettuate dallo stesso soggetto anche se compiute su conti diversamente intestati, oppure di diversa natura rispetto a quello di partenza. Bisognerà fare riferimento al codice fiscale del soggetto esecutore come fonte delle aggregazioni.
In ultimo, si ricorda che il correttivo ha modificato anche l’articolo 22 del decreto antiriciclaggio. Nello specifico, oltre a ribadire che gli obblighi di adeguata verifica della clientela si attuano nei confronti di tutti i nuovi clienti, si è precisato che per la clientela già acquisita i suddetti obblighi si applicano al primo contatto utile, fatta salva la valutazione del rischio presente (cioè considerato quanto disposto dall’articolo 20 riguardo l’approccio basato sul rischio).

Ranieri Razzante