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Intervista al Professor Razzante – Rigidi i controlli su settore - Agicos (13 gennaio 2012)

RAZZANTE, RIGIDI I CONTROLLI SU SETTORE

Il  professor Ranieri  Razzante interviene sulla gara con cui sono state assegnaste le nuove concessioni per gli apparecchi da intrattenimento, e spiega quali effetti hanno avuto le norme su trasparenza delle quote societarie e solidità economica previste dalla legge di Stabilità
"Ritengo ingiustificata la demonizzazione che viene fatta in certi ambienti politici, da alcune associazioni dei consumatori, e da alcuni organi di stampa, sullo Stato biscazziere. I controlli sulle compagnie concessionarie sono stati fortemente inaspriti con gli ultimi interventi normativi". A parlare è Ranieri Razzante, presidente Aira (Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio) e Consulente della Commissione Parlamentare Antimafia. Tra gli altri incarichi, il professor Razzante è anche stato membro della commissione che ha assegnato le concessioni degli apparecchi da intrattenimento di fine 2011. "Le norme introdotte dalla legge di Stabilità (norme volte a assicurare la trasparenza delle catene societarie - attraverso la dichiarazione di tutti i soggetti che hanno una partecipazione superiore al 2% - e la solidità economica delle compagnie partecipanti, Ndr) che come commissione siamo stati i primi a applicare, sono severissime" spiega a Agicos. "E altrettanto rigide sono le norme che disciplinano il monitoraggio delle aziende nell'esercizio della concessione". E sull'esame che la commissione ha svolto: "Se la concessione è stata data, i requisiti formali (come ad esempio l'assenza di condanne penali, NdR) c'erano tutti". Alcuni soggetti che hanno partecipazioni in queste società però sono al centro di indagini giudiziarie: "Le indagini sono in corso, ma al momento non hanno portato a alcuna condanna. Al momento dell'esame non avevamo nessun estremo che ci portasse a negare la concessione. Inoltre " precisa Razzante, "la commissione non aveva poteri istruttori, ha svolto solamente un esame documentale delle domande, dal momento che aveva il compito di accertare l'assenza di condanne sulla base delle autocertificazioni prodotte dagli amministratori sotto responsabilità penale. Saranno i Monopoli di Stato, grazie ai poteri concessi dalla Legge di Stabilità, a monitorare tutte le concessioni, e qualora avessero notizia di un provvedimento giudiziario, di un comportamento illecito, avrebbero il dovere di sospendere o revocare la concessione".
 
RAZZANTE,CONTROLLI VANNO INASPRITI
 
Le misure al momento previste sono sufficienti a contrastare fenomeni di riciclaggio, ma possono essere ulteriormente inasprite
"Il settore dei giochi" secondo il prof. Razzante, "al momento è presidiato da controlli sufficienti, anche se ovviamente tutti i sistemi possono avere un buco". Tra le misure che il consulente della Commissione Parlamentare Antimafia suggerisce per prevenire fenomeni di riciclaggio: "il rafforzamento dei controlli sulle catene partecipative (oltre al requisito formale richiederei una dichiarazione sostanziale, al pari di quanto avviene per i clienti delle banche); la necessità di dichiarare sotto responsabilità penale la titolarità effettiva delle società che gestiscono i giochi; l'ampliamento della gamma degli adempimenti antiriciclaggio; l'inasprimento delle sanzioni; potenziare i controlli a campione pensando anche a collaborazioni con altre autorità; il divieto totale di prelevare le vincite in contante se non per somme irrisorie, e comunque restrizioni all'uso del contante anche per le puntate, il riciclaggio si fa anche attraverso le giocate". I giochi a maggior rischio sono "le videolotterie e soprattutto i giochi online che garantiscono l'anonimato. I giochi fisici invece bene o male consentono l'identificazione del giocatore". E proprio sul gioco online, Razzante sottolinea a Agicos, "la necessità di uniformare i controlli a livello internazionale: le piattaforme di gioco di compagnie con sede negli Stati europei ed extracomunitari che hanno regole meno rigide delle nostre ci rendono vulnerabili. Non è possibile che ci siano delle zone franche oltre il nostro Paese, sotto questo profilo una normativa a livello internazionale è auspicabile”.